Dopo 8 lunghi mesi di separazione, un padre emiliano è finalmente riuscito a rivedere e riabbracciare la figlia. La bambina, portata in Russia dalla madre nel maggio scorso in violazione degli accordi presi con il padre, non aveva più fatto ritorno in Italia.
Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con i Colleghi russi e a un intenso e complesso lavoro “diplomatico”, che ha coinvolto anche i legali della controparte. La difficoltà principale risiedeva nel fatto che la Russia, notoriamente, non concede rimpatri in Italia (o altrove) nei casi di sottrazione internazionale di minori, rendendo di fatto impraticabile il ricorso alla procedura dell’Aja.
Consapevoli di questa realtà e conoscendo a fondo le dinamiche giuridiche russe, si è deciso di avviare un percorso di trattativa diretta con la madre della minore. Dopo un lungo negoziato, si è giunti a un accordo soddisfacente che permetterà al padre di riavere il suo ruolo genitoriale e, soprattutto, di poter tornare a vivere con la sua amata figlia.
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Sottrazione di minore in Russia
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