La Camera di Protezione del Tribunale d’Appello del Cantone Ticino ha disposto l’immediato rimpatrio in Messico di due minori, presso la loro residenza abituale, accogliendo la richiesta del padre.
Il genitore si era rivolto allo Studio la scorsa estate, a seguito della sottrazione operata dalla madre, cittadina svizzera, che aveva condotto i figli in Svizzera per una vacanza e, venendo meno agli accordi, non li aveva più riportati in Messico. Si tratta di una dinamica frequente nei casi di sottrazione internazionale, spesso legata a soggiorni temporanei o a visite ai familiari nel Paese di origine.
L’Autorità svizzera, nota per la rapidità e la precisione con cui affronta questo tipo di procedimenti, ha respinto le domande della madre, aderendo alla linea difensiva dello Studio. In particolare, è stata riconosciuta la residenza abituale dei minori in Messico ed è stata esclusa l’esistenza di un pregiudizio connesso al loro rientro, come invece sostenuto dalla madre, che non ha fornito alcuna prova idonea a giustificare l’applicazione dell’art. 13, paragrafo b), della Convenzione dell’Aja.
Il procedimento si è concluso in circa cinque/sei mesi. Un termine contenuto, considerando che la Svizzera rientra tra gli ordinamenti più rapidi in materia, mentre in altri Paesi, come il Brasile, i tempi possono superare i dodici mesi. Anche per questo, in caso di sottrazione o mancato rientro di un minore, è fondamentale attivarsi senza indugio.