Dopo cinque lunghissimi anni, un padre residente nel Lazio ha finalmente ottenuto l’affidamento esclusivo del figlio minore, che la madre aveva sottratto e portato in Romania nel giugno 2020.
Una vicenda complessa e delicata, che ha richiesto un lungo percorso giudiziario sia in Romania sia in Italia.
Il primo passo decisivo era arrivato nel gennaio 2021, quando la Corte d’Appello di Bucarest aveva ordinato il rimpatrio immediato del minore. L’esecuzione del provvedimento, tuttavia, si è concretizzata solo un anno più tardi, a causa delle note difficoltà nell’attuare decisioni di rimpatrio in Romania.
Anche dopo il rientro in Italia, la madre non ha desistito dal porre in essere condotte volte a ostacolare il rapporto padre–figlio, cercando in vari modi di ridurre i tempi di frequentazione tra loro.
È stata necessaria una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) sulle capacità genitoriali per far emergere la realtà dei fatti e le gravi carenze materne. L’esito della CTU ha portato il tribunale a disporre l’affidamento esclusivo al padre, che dopo cinque anni di battaglie legali ha finalmente ottenuto giustizia e la possibilità di garantire al figlio un ambiente stabile e sereno.