Controversie risolte positivamente

Casi di successo

Dopo sette lunghi anni, un padre marchigiano ha finalmente potuto riabbracciare il figlio, rientrato in Italia dal Perù. Nel giugno 2018, la madre aveva sottratto il bambino, trattenendolo in Perù, nonostante nel frattempo avessimo ottenuto l'affidamento esclusivo da parte del tribunale italiano competente.
Un padre emiliano è riuscito a riabbracciare la figlia dopo 8 mesi di separazione, causata dalla madre che aveva portato la bambina in Russia senza rispettare gli accordi presi. Grazie a negoziati diretti e alla collaborazione con i Colleghi russi, è stato raggiunto un accordo che ha permesso il ricongiungimento familiare.
Il giorno 8 novembre l’Avvocato Righetti è stato ospite di Rai Uno nella trasmissione Storie Italiane per parlare di sottrazione internazionale di minori, una tematica che ogni anno assume sempre più rilevanza alla luce dei tanti casi che si verificano.
Il Tribunale di Mantova, con un recente provvedimento relativo alla sottrazione di un bambino di due anni portato in Messico dalla madre, ha accolto la richiesta del padre, assistito dallo Studio anche nel processo di rimpatrio. Il tribunale ha affidato il bambino in via esclusiva al padre e ha ordinato il suo immediato ritorno in Italia.
Dopo un anno di battaglie legali, una madre toscana ha finalmente riabbracciato il figlio, grazie a una decisione della Corte Suprema dello Stato di New York. La vicenda è iniziata nell'aprile del 2023, quando la madre si è rivolta al nostro Studio. Il suo ex compagno aveva trattenuto il figlio negli Stati Uniti dopo le vacanze natalizie, rifiutandosi di riportarlo in Italia.
È rientrato in Italia il minore sottratto dal padre all'inizio del corrente anno e da questi portato nel Regno Unito, nonostante il bambino fosse stato affidato ai Servizi Sociali competenti e residente abitualmente in Italia. Lo Studio, incaricato dalla mamma del minore, ha collaborato con la difesa inglese dei Servizi Sociali territorialmente competenti, quali affidatari del minore e, pertanto, legittimati a proporre la domanda di rimpatrio.
La Corte d'Appello di Torino lo scorso 28 giugno ha ribadito un principio consolidato, ma non sempre applicato, per il quale il genitore che commette sottrazione di minore "trancia i rapporti tra padre e figlio rendendoli impossibili, così arrecando un palese pregiudizio all'equilibrio ed alla crescita del minore, privandolo di ogni rapporto con la figura paterna".
Il 3 ottobre 2023 la Corte di Vilnius ha ordinato il rimpatrio in Italia di una bambina di 3 anni, sottratta dalla madre nel dicembre 2021. La madre, di nazionalità Ucraina, aveva portato la minore nel Paese d'origine. Si è trattato di un caso particolarmente complicato perché, a causa della guerra in Ucraina, la domanda di rimpatrio ai sensi della Convenzione Aja era praticamente impossibile.